prima di riprendere la VITA DA SBIRRO
Piccola scorribanda tra le leggi dello Stato italiano.
Legge n. 645 del 1952 (legge Scelba) Divieto di riorganizzazione del partito fascista, definisce l’apologia al fascismo e punisce l’istigazione.
Legge 9 ottobre 1967, n. 962 Prevenzione e repressione del delitto di genocidio.
Legge 13 ottobre 1975, n.654 Esecuzione alla convenzione di New York sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale.
Legge 2056 del 1993 Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa
Legge 6 marzo 1998 art. 41. Discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi
Tutte leggi dello stato, la cui violazione viene definita “delitto”. L’articolo 414 del Codice Penale punisce inoltre l’istigazione a tutti i delitti. In materia di fascismo è punita anche l’apologia.
Ricapitolando, chiunque viola una di queste leggi va in carcere così come chi istiga a violarle.
Sembrerebbe un argomento assodato e definitivo.
Invece pare proprio che il nostro amato Ministro della Giustizia non sia di quell’avviso.
L’ultimo ddl approvato e spacciato come “una severa barriera contro il razzismo” suona come un blando ricalco di leggi già esistenti.
Ma purtroppo non solo.
Prevede l’introduzione di una pena e quindi del carcere per chi diffonde idee antisemite o basate sulla superiorità e l’odio.
Nulla da eccepire sull’odiosità di tali idee, credo unanimemente condannate, ma sono idee, per quanto incondivisibili e inacettabili.
Idee che qualora messe in pratica verranno fermate e punite da tutte quelle leggi che già ci sono.
Ma ribadisco, sono pensieri, idee, concetti, opinioni.
E punire col carcere chi non la pensa come vuoi tu, chi ha una opinione diversa, fa rabbrividire, non è da noi italiani. Davvero.
Bella la vita degli sbirri americani.
Ma c’è un risvolto, un particolare nel sistema di indagine del mio tenente preferito che mi riporta a fatti di una certa attualità.
I reperti, corpi di reato.
Bene, questi oggetti, che a volte sono anche file, tessuti organici o registrazioni vocali, sono parti essenziali e a volte indispensabili per portare all’individuazione di un colpevole. Per evitare manomissioni o sparizioni, l’ordinamento giudiziario italiano prevede una serie di accorgimenti che ne garantiscano la genuinità fino alla fine. Verbali di sequestro, di custodia, di apertura, di richiusura di ricustodia in un via vai frenetico di competenze fino a quando, purtroppo, nel passamano qualcosa va per il verso sbagliato.
E’ ovviamente il recente caso dell’indagine Una Bomber.
Risutato?
Scaricabarile delle Procure fino ad accusare, con tanto di generalità, l’anello debole della catena, quello che a ben vedere avrebbe meno interesse in caso di una eventuale condanna dell’indagato.
Un professionista che lavora su quello che gli viene fornito, un poliziotto che comunque non avrebbe ottenuto più di tanto da una condanna ne ci rimetterebbe in caso di assoluzione.
Che bella vita quella di Colombo, che si porta in tasca sacchetti di carta con dentro indumenti del morto, frammenti di proiettili, dentiere, radiografie, bottiglie, lamiere e forbici. Niente problemi e tutto fila via liscio.
Storie diverse, in contesti diversi ma con un punto in comune.
Anche lui, nonostante le decine di casi risolti, sacchetto in tasca, non sembra abbia tratto particolare vantaggio economico o professionale dai successi.
Sempre su una vecchia Peugeot del 59 con un logoro impermeabile e sempre tenente.