prima di riprendere la VITA DA SBIRRO
«Polizia assassina»
«10-100-1000 Raciti e Nassirya»
«Brucia il Vaticano»
«Allo sbirro sputo in bocca»
«Nessuna pietà per i cani»
«Saccheggio e devastazione non sono reati ma il nostro grido di insurrezione»
«La giustizia non è nei tribunali, vogliamo la vendetta per Carlo Giuliani»
«Banche assassine»
«Chiesa e polizia, giustizia e vendetta»
«Fuoco alle banche»
Ma mi tranquillizzo ascoltando alcune dichiarazioni “onorevoli”. Non sono questi slogan, queste vergognose affermazioni a istigare odio, ma quei sovversivi di Trenitalia.
“...un viaggio di 14 ore senza nè luce e acqua. Questo significa voler fomentare gli animi". (Caruso p.r.c.)
“...Trenitalia, rifiutandosi di accordare tariffe agevolate, come sempre si fa in questi casi, ha creato enormi problemi all’ordine pubblico.” ( Olivieri p.r.c.)
Chiaro messaggio ai responsabili dell'ordine pubblico; alla prossima manifestazione dovremo fare attenzione ai dopolavoro ferroviari, altro che centri sociali.
Ma ecco in soccorso Robin Caruso Hood, che dichiara :
“Solo dopo altre garanzie economiche offerte da Prc (anche se non gli competeva) e la nostra colletta che ha raccolto 5.800 euro, ne son saltate fuori due ( carrozze ferroviarie n.d.r.)
Se pensate che Rifondazione Comunista conta 41 deputati e 26 senatori (fonte parlamento.it di oggi) ne ricaviamo uno sforzo economico di poco più di 86 euro a testa, che per chi guadagna (Caruso compreso) circa diciottomila euro a testa, non appare poi così oneroso, vista l'importanza della causa.
Tutta colpa di Trenitalia, altro che “no tutto”, che comunque per sicurezza e fedeli alla linea, contestavano la presenza, sì, la sola presenza dei giornalisti. (Dal giornale il Il Secolo XIX)
Solo Agnoletto, stavolta è rimasto inascoltato, in quella che forse era la richiesta più sensata della banda:
“Invitiamo i cittadini a partecipare in massa e i commercianti a tenere aperti i locali».
Peccato, i cittadini se ne sono andati, molti hanno espresso solidarietà ai presidi del CO.I.S.P. e i negozianti hanno chiuso.
La spesa proletaria, per stavolta Agnoletto, è rimandata.
Lo so già che il paragone non regge, ci ho provato tante di quelle volte che la mia ostinazione comincia ad assomigliare ad una ossessione.
Ancora una volta mi trovo a chiedere perché il buon senso, l'antico e sereno buon senso, da noi non attecchisca, anzi non sia nemmeno preso in considerazione.
A carceri piene non ne costruiamo altre, no, liberiamo i detenuti.
A carenza di mezzi, non ne acquistiamo altri, no, fermiamo anche quei pochi che ci sono.
A tutela dei poliziotti non ribadiamo il rispetto delle leggi esistenti, no, togliamo anche quelle che ne tutelano la rispettabilità. (vedi oltraggio)
Ad insufficienza di personale operativo non ne assumiamo di giovane...
Questa è l'ultima. Ad emergenza criminalità, almeno così viene chiamata, non attiviamo presidi, ma ne chiudiamo una trentina, tra Polfer e Stradale.
Adesso scusate ma devo andare.
Il mio frigorifero reclama la spesa settimanale, quindi lo porto alla discarica ed elimino il problema.
E mi adeguo allo stile.
Non ne usciremo.
Non ne verremo fuori a suon di pacchetti
a ridicole e scenografiche espulsioni a tempo
a patetiche rombanti esibizioni di ruspe sulle baracche periferiche.
Saremo sulla cresta dell'onda in questi giorni
poi
tra poco
ci diranno che le carceri sono di nuovo piene
che le prime pagine servono ad altro.
Ci diranno di star calmi
di non riempire i serbatoi delle Volanti
di rilevare qualche incidente stradale in più, magari.
Con calma.
Che se il 113 squilla forse è solo uno scherzo.
Forse.