Pensieri da Sbirro

Libere riflessioni di fine turno al bar del Ciano.

prima di riprendere la VITA DA SBIRRO

domenica, 24 febbraio 2008

Il magico mondo dei registri



C'è una parte della nostra Amministrazione che da sempre mi ha affascinato ed incuriosito
Il fattore “registro”.
Austeri libroni che appaiono minacciosamente segnalati da indici di severi piantoni, custodi, consegnatari e capuffici, per ogni nostra azione quotidiana.
Prendo una paletta, un'automobile, una gomma, entro da una porta, esco da un portone, consegno una busta, prendo una chiave, una radio, arrivo al lavoro, me ne vado, mangio, prendo un fascicolo, mi fanno usare uno scaffale, faccio benzina, invio un fax, accedo ad internet... tutto questo, per tutto questo e per chissà cos'altro ancora esiste un registro.
Li conoscete tutti, copertina rigida di cartone dalle dimensioni più fantasiose, dal 10 per 15 addirittura ai tomi 60 per 40, con una etichetta centrale che ne dovrebbe indicare lo scopo.
Prelevo giornaliero di liquidi combustibili per autotrazione da compagnie non autorizzate” “Assegnazione bimensile di generi di conforto diversi dal pattuito” “Anticipi autorizzati per incombenze postali e postelegrafiche”. Cose serie per carità, ma che chissà cos'erano. Dentro, colonne, colonnine, righine, migliaia di settori da compilare con dati che non sapremo mai, ma che soprattutto non servono al nostro scopo e non esistono più.
Non ho mai visto un registro, un semplice registro con scritto: “prelievo cancelleria”. Colonna data, nome, tipo di materiale, quantità e firma. Cinque semplici colonne.
Qui arriva in soccorso la fantasia del custode, che, armato di penna e righello, nottetempo, lo adatta alle necessità correnti, pagina per pagina, riga per riga fino alla fine, con la speranza che il prossimo sia un semplice registro con etichetta “ritiro chiavi” e sei semplici colonne.
Speranza frustrata dalla fornitura successiva, tristemente formata da cinque tipi di registri diversi ed inutili, per il ritiro dei quali il nostro custode dovrà firmare un registro con etichetta: “anticipi in contanti al personale in missione proveniente da altri pianeti”, adattata a “registro consegna registri”.
Sono in questa Amministrazione da venticinque anni, e da sempre ho convissuto con questi inesauribili e misteriosi libroni. Ora i casi sono due.
O trent'anni fa ne erano stati ordinati milioni di esemplari per risanare qualche stamperia di amici in difficoltà, e non riusciamo più a liberarcene, o tutt'ora esiste un ordine ancora in vigore e vengono stampati e consegnati all'insaputa di tutti, uguali ad allora, etichette e carta giallina compresa.
Qualcuno ne sa qualcosa?

p.s. Prima di avviare l'indagine ricordatevi di firmare il registro.


Da una idea di Roberto S. di Trento, custode di registri scelto.



postato da Javert alle ore 12:21 | link | commenti (1)
categorie: polizia, burocrazia
domenica, 17 febbraio 2008

E' ora di tirarlo fuori

Quello che più fa incazzare è il dover partecipare al gioco come fiches. Non illudiamoci, della partita elettorale noi non siamo i giocatori e purtroppo non ci spetta nemmeno il ruolo di spettatori. Tutti in fila, ammonticchiati per valore su un grande tavolo verde, in balia di giocatori che barano, che con abili mosse ci spostano al ritmo sempre più frenetico di sondaggi tra un simbolo e l'altro, col nemmeno tanto velato scopo di spartirsi la posta in gioco.

Siamo nostro malgrado coinvolti in una gara che non possiamo vincere, non possiamo pareggiare e, crudele destino, nemmeno perdere, che questo ci consentirebbe di uscirne con l'onore delle armi. Ma forse abbiamo una scappatoia.

La tenzone è ancora lunga, si studiano strategie ed alleanze, ma pare che il problema più grave che assilla il tavolo da gioco siano i simboli.

Non i programmi, non gli intenti non gli obiettivi, ma i simboli. Falci che martellano rose in un pugno di scudi crociati e di fiamme azzurre che avvolgono ulivi randellati da spade sguainate. Toglietemi tutto, ma non il mio simbolo.

Che sia il momento di tirar fuori anche il nostro?

Che dite, mettiamo in gioco la nostra pantera e vediamo che succede?

postato da Javert alle ore 00:48 | link | commenti (2)
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venerdì, 15 febbraio 2008

Monopoli di meno

monopolibuioFATTO. PARTITONA AL BUIO. AVEVO IL CONTRATTO DELL'ENERGIA ELETTRICA, SARA' STATO UN SEGNALE?
postato da Javert alle ore 21:45 | link | commenti (1)
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giovedì, 14 febbraio 2008

NOI DOMANI CI ILLUMINIAMO DI MENO.
IO E MIEI BAMBINI INTENDO.
CENA A LUME DI CANDELA, NIENTE TV E PARTITONA A MONOPOLI... CHE MAGARI COL BUIO E' LA VOLTA CHE VINCO.
postato da Javert alle ore 21:42 | link | commenti
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domenica, 10 febbraio 2008

Disfattismo o amaro realismo?

Di nuovo c'è che si tornerà a votare.

Ed è come dare il via ad un vecchio rituale.

Carrozzoni elettorali, ammucchiate, promesse. E' già arrivata quella che farà abbassare le tasse e che nessun condannato sarà candidato, aspettiamo quella che promette sicurezza, quella che risanerà e quella che rilancerà. Volti nuovi, una nuova classe politica...

Ma coraggio amici, in fondo sono poi due mesi, un piccolo lasso di tempo nel quale possiamo anche non accendere la tivù, leggere solo di sport (questa la scrivo con riserva...) ricaricare la tessera per il noleggio dei film, magari fare qualche passeggiata rigeneratrice e qualche bella ora di sonno in più

Intanto prepareranno per noi un programma di riciclo di facce vecchie, indorerano pillole da farci ingoiare perché, italiani, bisogna tirare la cinghia, getteranno le basi per un indulto, apriranno porte secondarie per farci entrare terroristi, distribuiranno poltrone...

A fine aprile, una stiracchiata, un caffè e tutti in fila con la tessera elettorale e la netta sensazione che si sia trattato per l'ennesima volta di un brutto sogno.

Che ne dite se ad aprile, ovviamente dopo il caffè, ricarichiamo di nuovo la tessera del noleggio e li ignoriamo?

postato da Javert alle ore 11:07 | link | commenti (3)
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domenica, 03 febbraio 2008

Birra e tette

Quelli che gli sbirri leggono

al massimo le etichette della birra, tuttalpiù Playboy.


Quelli che adesso che indagati sono loro

chiedono solidarietà addirittura al guardasigilli a quel guardasigilli.


Quelli che il Senato è la rappresentazione del meglio della società

compresi sputi insulti e risse che nemmeno più al bar.


Quelli che prima di andare a votare si deve rifare la legge elettorale, per i cittadini,

e trattengono a stento una risata.


Quelli che Napule'è 'na carta spuorca, e nisciuno senne 'mporta

e allora iniziamo a differenziare, con calma mi raccomando.


Quelli che alla Francia abbiamo portato via un mondiale

e loro si tengano pure la Bruni.


Quelli che in fondo,

acqua, malto d'orzo e luppolo non son nemmeno peggio di tutto il resto

e in più c'è sempre il paginone centrale.

postato da Javert alle ore 17:19 | link | commenti
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Chi sono

Utente: Javert
Nome: Sergio Paoli
Essere la statua del castigo fusa in un solo pezzo nella forma della legge, e accorgersi improvvisamente di avere sotto il petto di bronzo qualche cosa di assurdo e di disobbediente che quasi quasi somiglia ad un cuore! (Victor Hugo “I Miserabili” - Libro 4 - Javert sviato)

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