prima di riprendere la VITA DA SBIRRO
Quello che più fa incazzare è il dover partecipare al gioco come fiches. Non illudiamoci, della partita elettorale noi non siamo i giocatori e purtroppo non ci spetta nemmeno il ruolo di spettatori. Tutti in fila, ammonticchiati per valore su un grande tavolo verde, in balia di giocatori che barano, che con abili mosse ci spostano al ritmo sempre più frenetico di sondaggi tra un simbolo e l'altro, col nemmeno tanto velato scopo di spartirsi la posta in gioco.
Siamo nostro malgrado coinvolti in una gara che non possiamo vincere, non possiamo pareggiare e, crudele destino, nemmeno perdere, che questo ci consentirebbe di uscirne con l'onore delle armi. Ma forse abbiamo una scappatoia.
La tenzone è ancora lunga, si studiano strategie ed alleanze, ma pare che il problema più grave che assilla il tavolo da gioco siano i simboli.
Non i programmi, non gli intenti non gli obiettivi, ma i simboli. Falci che martellano rose in un pugno di scudi crociati e di fiamme azzurre che avvolgono ulivi randellati da spade sguainate. Toglietemi tutto, ma non il mio simbolo.
Che sia il momento di tirar fuori anche il nostro?
Che dite, mettiamo in gioco la nostra pantera e vediamo che succede?
FATTO. PARTITONA AL BUIO. AVEVO IL CONTRATTO DELL'ENERGIA ELETTRICA, SARA' STATO UN SEGNALE?
Di nuovo c'è che si tornerà a votare.
Ed è come dare il via ad un vecchio rituale.
Carrozzoni elettorali, ammucchiate, promesse. E' già arrivata quella che farà abbassare le tasse e che nessun condannato sarà candidato, aspettiamo quella che promette sicurezza, quella che risanerà e quella che rilancerà. Volti nuovi, una nuova classe politica...
Ma coraggio amici, in fondo sono poi due mesi, un piccolo lasso di tempo nel quale possiamo anche non accendere la tivù, leggere solo di sport (questa la scrivo con riserva...) ricaricare la tessera per il noleggio dei film, magari fare qualche passeggiata rigeneratrice e qualche bella ora di sonno in più
Intanto prepareranno per noi un programma di riciclo di facce vecchie, indorerano pillole da farci ingoiare perché, italiani, bisogna tirare la cinghia, getteranno le basi per un indulto, apriranno porte secondarie per farci entrare terroristi, distribuiranno poltrone...
A fine aprile, una stiracchiata, un caffè e tutti in fila con la tessera elettorale e la netta sensazione che si sia trattato per l'ennesima volta di un brutto sogno.
Che ne dite se ad aprile, ovviamente dopo il caffè, ricarichiamo di nuovo la tessera del noleggio e li ignoriamo?
Quelli che gli sbirri leggono
al massimo le etichette della birra, tuttalpiù Playboy.
Quelli che adesso che indagati sono loro
chiedono solidarietà addirittura al guardasigilli a quel guardasigilli.
Quelli che il Senato è la rappresentazione del meglio della società
compresi sputi insulti e risse che nemmeno più al bar.
Quelli che prima di andare a votare si deve rifare la legge elettorale, per i cittadini,
e trattengono a stento una risata.
Quelli che Napule'è 'na carta spuorca, e nisciuno senne 'mporta
e allora iniziamo a differenziare, con calma mi raccomando.
Quelli che alla Francia abbiamo portato via un mondiale
e loro si tengano pure la Bruni.
Quelli che in fondo,
acqua, malto d'orzo e luppolo non son nemmeno peggio di tutto il resto
e in più c'è sempre il paginone centrale.