prima di riprendere la VITA DA SBIRRO
Non so a voi, ma a me la parola “poliziotto” piace.
Accetto anche sbirro, a dire il vero, non è vero che sia offensivo, ci ho costruito sopra perfino due blog; Vita da Sbirro e Pensieri da Sbirro.
Un po' meno piedipiatti, mica per qualcosa, ma mi fa troppo Paperopoli, e con le scarpe che ci rifilano sarebbe davvero un un problema infilarci le appendici palmate.
Carino anche “puffo”, sentito sulle frequenze CB dei camionisti, per via dei colori bianco azzurri delle nostre automobili.
Guardia merita l'onore della storia che fu, un ricordo nostalgico ma che rimanga un ricordo.
Pulotto, retaggio di un gergo giovanile ormai passato, quando si “elaboravano” i motorini col getto del 52 e occhio alla pula.
Questurino, quasi imbarazzante nei film anni settanta, pantaloni a zampa di elefante e cappello smisurato a bordo delle mitiche Alfa.
Agente, formale ed impeccabile si imparava nelle scuole assieme alla sezione, alla compagnia e... “Comandi!”
E che dire di “Madama”. Qui siamo nell'aristocrazia del linguaggio. “Il Bandito e la Madama”, così altezzoso da farci anche un film.
Ma ce n'è uno che proprio non mi va giù.
E dire che si trova addirittura in affermate sigle sindacali, anche se ... fermamente “collocate” a dire il vero.
Recentemente è anche stato richiamato dai nostri “amici” lavoratori dell'Amministrazione Civile dell'Interno, che pare vogliano anche spiegarci come dobbiamo chiamarci.
Non so a voi, ma a me “Lavoratore di Polizia” proprio non piace.
Insomma quelli. Beh, pare che non parteciperanno a questa nuova legislatura.
La cosa dovrebbe rallegrarmi... invece non so perché, ma saperli sparpagliati chissà dove mi preoccupa un po'...
Non mi sono montato la testa, la mia assenza da questo angolino non ha motivazioni politiche o dettate da una qualche artigianale par condicio. Non mi sono mai preso sul serio nemmeno io, figuriamoci se potevo immaginare di poter contribuire a smuovere la lancetta delle opinioni. Mi prendevo solo la “briga” di far qualche volta sorridere su argomenti molto più grandi di me: A volte succedeva, a volte no.
E allora?
Allora in queste settimane mi hanno rubato l'attività. La “briga” se l'è presa qualcun altro e io mi sono messo a leggere, bar del Ciano, birra fresca e panino “con quello che vuole lei!”
Messi da parte i Pesci d'Aprile, che ammettiamolo, stavolta hanno davvero fatto abboccare autorevolissime personalità ed enti, non c'è che l'imbarazzo della scelta in dichiarazioni e promesse, rivendicazioni e prese di posizione che si susseguono senza sosta.
C'è da ben sperare, se questa frenesia, questa buona volontà si mantiene anche solo per qualche mese dopo le elezioni, abbiamo risolto davvero tutti i problemi che ci portiamo dietro da anni.
Registro che l'indulto è stata una pazzia, che da adesso solo carceri nuove, che la certezza della pena non è solo una chimera dei poliziotti frustrati dal lavorar per nulla ma è già cosa fatta, che i parlamentari saranno la metà e che lavoreranno come cani, che i processi si faranno, che le tasse diminuiranno, che cancelleremo mafia camorra 'ndrangheta, che per ogni nuova legge se ne cancelleranno dieci, che le immondizie diverranno una ricchezza, che la TAV è già bellefatta, che l'Alitalia ci porterà in giro ancora per molto e...
Insomma, come mettersi a fare riflessioni davanti a cotante rosee previsioni?
Ancora una settimana, poi, a governo nuovo schierato, io mi metterò a scrivere poesie sulle pene d'amore, quelle sì che si scontano fino in fondo.
Se invece, passata la frenesia elettorale ci troveremo con un nuovo indulto, con i delinquenti per strada coi processi infiniti, col doppio di politici (da scortare) con dieci nuove leggi al giorno... allora ci rileggeremo sul prossimo “angolo delle riflessioni”.
Si accettano scommesse.