Pensieri da Sbirro

Libere riflessioni di fine turno al bar del Ciano.

prima di riprendere la VITA DA SBIRRO

domenica, 27 aprile 2008

Pulotto, sbirro, piedipiatti....

Non so a voi, ma a me la parola “poliziotto” piace.

Accetto anche sbirro, a dire il vero, non è vero che sia offensivo, ci ho costruito sopra perfino due blog; Vita da Sbirro e Pensieri da Sbirro.
Un po' meno piedipiatti, mica per qualcosa, ma mi fa troppo Paperopoli, e con le scarpe che ci rifilano sarebbe davvero un un problema infilarci le appendici palmate.
Carino anche “puffo”, sentito sulle frequenze CB dei camionisti, per via dei colori bianco azzurri delle nostre automobili.
Guardia merita l'onore della storia che fu, un ricordo nostalgico ma che rimanga un ricordo.
Pulotto, retaggio di un gergo giovanile ormai passato, quando si “elaboravano” i motorini col getto del 52 e occhio alla pula.
Questurino, quasi imbarazzante nei film anni settanta, pantaloni a zampa di elefante e cappello smisurato a bordo delle mitiche Alfa.
Agente, formale ed impeccabile si imparava nelle scuole assieme alla sezione, alla compagnia e... “Comandi!”
E che dire di “Madama”. Qui siamo nell'aristocrazia del linguaggio. “Il Bandito e la Madama”, così altezzoso da farci anche un film.

Ma ce n'è uno che proprio non mi va giù.

E dire che si trova addirittura in affermate sigle sindacali, anche se ... fermamente “collocate” a dire il vero.

Recentemente è anche stato richiamato dai nostri “amici” lavoratori dell'Amministrazione Civile dell'Interno, che pare vogliano anche spiegarci come dobbiamo chiamarci.

Non so a voi, ma a me “Lavoratore di Polizia” proprio non piace.

postato da Javert alle ore 00:54 | link | commenti (6)
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sabato, 19 aprile 2008

Preoccupazioni post elettorali

Ricordate quello che prima di essere eletto dichiarava un reddito zero, nullafacente, che definì assassino il professor Biagi, dai, quello condannato per l'aggressione ad un poliziotto... quello che si è barricato dentro un centro di permanenza temporanea.... con quell'altra là, eletta in senato per meriti educativi, ma sì, con quel nome come un cartone animato, quello dei monti che sorridono... e quell'altro, quello che rideva ai funerali dei caduti di Nassirya, e poi quello là, quello condannato per l'assassinio di un poliziotto....

Insomma quelli. Beh, pare che non parteciperanno a questa nuova legislatura.

La cosa dovrebbe rallegrarmi... invece non so perché, ma saperli sparpagliati chissà dove mi preoccupa un po'...

postato da Javert alle ore 10:53 | link | commenti (5)
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giovedì, 17 aprile 2008

Grillo vs Manganelli

Bebbe Grillo ha inviato una “lettera aperta” al Capo della Polizia.


"Gentile dottor Antonio Manganelli,
il termine con cui mi rivolgo a lei, gentile, non è casuale, è come vorrei che fosse la Polizia di Stato: gentile verso il popolo italiano che deve proteggere. Vede, ho una strana sensazione, che la Polizia di Stato stia assumendo agli occhi dell’opinione pubblica un ruolo che, sono sicuro, non vuole avere e non deve avere. Quello di protettrice degli interessi dei partiti, delle loro malefatte, dei loro numerosi pregiudicati e prescritti.
Questa sensazione la leggo negli occhi delle ragazzine prese a manganellate a Bologna durante la manifestazione di dissenso nei confronti di Giuliano Ferrara. La loro unica colpa è stata di avere contestato con un lancio di pomodori un signore che vuole cancellare un referendum e che dal suo comodo studio televisivo sponsorizza ogni guerra, purché americana. Quando è possibile per i nostri ragazzi dissentire, anche urlando, se non in piazza?
L’informazione che ricevono ogni giorno dai giornali e dalle televisioni è pilotata, strumento dei gruppi di potere per mantenere il potere. Questo i giovani lo sanno. Per loro però ci sono, troppo spesso, le cariche, i pestaggi. E, invece, per i politici e i loro giornalisti stipendiati, la protezione dei suoi uomini, la scorta e le macchine blu. In Piazza Maggiore c’erano famiglie con bambini piccoli, non pericolosi terroristi.
Questa sensazione l’ho letta negli occhi dei vecchi picchiati dalla Polizia a Savignano Irpino.
Pensionati straniti, confusi, increduli, di certo mai colpiti prima da ragazzi in divisa. Quei vecchi protestavano per la distruzione della loro terra, che è anche la sua, dottor Manganelli. Non capivano perché Bassolino, corresponsabile dello scempio, fosse ancora Governatore della Campania, come del resto non lo capisce, né lo accetta, nessun italiano. Non capivano le botte, le manganellate, il sangue.
Questa sensazione l’ho vista negli occhi, quando li ho incontrati, del padre e della madre di Federico Aldrovandi, un ragazzino picchiato a morte da una pattuglia stradale. L’ho sentita nelle dichiarazioni delle persone torturate a Bolzaneto e nella “macelleria messicana” della scuola Diaz.
Lei potrà obiettare che si tratta di episodi, di poche mele marce e, con tutta probabilità, ha ragione. Nel calendario dei Santi Laici, l’elenco dei caduti per un’Italia onesta che pubblico ogni anno sul blog, la Polizia di Stato è al primo posto. Centinaia di poliziotti si sono fatti uccidere per affermare la giustizia in Italia.
Lo scorso otto settembre ero a Bologna per il V Day. In piazza Maggiore e nelle vie laterali c’erano 150.000 persone. Nessun casco, nessuno scudo, nessun uomo in divisa di fronte al palco. Nessun incidente né prima, né dopo, né durante una manifestazione durata dieci ore.
C’era però molta rabbia nei confronti di una classe politica senza pudore, verso i condannati in via definitiva che siedono in Parlamento. Gli stessi che i suoi uomini in passato hanno arrestato.
E verso i prescritti che, grazie alle leggi ad personam, i suoi uomini, purtroppo, non hanno potuto arrestare. In gran parte i medesimi, condannati e prescritti, che dopo le elezioni saranno ancora senatori e deputati.
Lei lo sa, si sono già auto eletti grazie all’eliminazione del voto di preferenza. Per merito della cancellazione di una legge elettorale votata dalla maggioranza degli italiani. Gli elettori, se potessero scegliere, non li voterebbero mai.
La politica non può trasformarsi in un problema di ordine pubblico. La Polizia di Stato non deve diventare il braccio armato di chi ha distrutto il Paese per evitare il confronto con i cittadini.
Non se lo merita la Polizia e neppure gli italiani. Spero in una sua risposta che pubblicherò sul blog.
I miei saluti.”
Beppe Grillo



Antonio Manganelli ha risposto.


"Caro Beppe Grillo,
rispondo volentieri alla Sua lettera, che mi consente di fare qualche riflessione su un tema tanto delicato e complesso.
I problemi sociali irrisolti sono frequentemente destinati a diventare, nostro malgrado, anche “problemi di polizia”, generando prima comprensibili manifestazioni di malcontento, poi accesi conflitti che, il più delle volte, hanno a che vedere con l’ordine pubblico.
Accade, allora, che il poliziotto si trovi a dover garantire contemporaneamente, da un lato, alcuni  fondamentali diritti di libertà (quelli di riunione, di espressione, ecc.), dall’altro, legittime manifestazioni di dissenso. Trovare il giusto equilibrio non è sempre facile: l’unico faro che può e deve orientarlo nella sua difficile attività quotidiana è quello offertogli dalla legge che la società si è democraticamente data.
Ci si può riunire, si è liberi di esprimere le proprie idee, si possono e si devono responsabilmente assumere decisioni quando a ciò si è legittimati. Da un versante opposto, si possono invocare le proprie ragioni contrarie, si può protestare. Ma come? Impedendo agli altri di esprimere la propria opinione? Lanciando sassi o incendiando cassonetti ? Tagliando le gomme delle auto? Rompendo le vetrine dei negozi? Siamo tutti convinti che alcune modalità di protesta non rientrano nelle regole della “civile convivenza” e dello stesso ordinamento giuridico e non possono perciò essere consentite, neanche quando si dovesse ritenere che le regole della “civile convivenza” siano state infrante ancor prima proprio da chi è preposto ad assumere iniziative per il bene di tutti. Un problema diverso, seppur strettamente collegato, è quello delle modalità con cui le forze di polizia pretendono il rispetto delle regole. Lei ha citato
vicende che, proprio obbedendo alle regole del nostro ordinamento, sono attualmente oggetto di vaglio da parte della magistratura, cui tocca dare una risposta. Noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità. Proprio i gesti di eroismo quotidiano delle donne e degli uomini delle forze di polizia, che La ringrazio di aver ricordato nella Sua lettera, riflettono la voglia di fare con onestà un lavoro che vuole essere utile per la collettività, cercando di sbagliare il meno possibile, tra le mille difficoltà e le mille insidie che la “strada” regala ogni giorno.
Io cerco di fare al meglio la mia parte, a cominciare dalla formazione professionale e  dall’addestramento operativo di tutti i poliziotti, curando, quale assoluta priorità, il rispetto della persona e dei diritti garantiti dalla Costituzione. Grazie per l’opportunità che mi ha dato.

Con sincera cordialità." Antonio Manganelli.

Credetemi, avere un "Capo" così mi riempie di orgoglio.
Javert
postato da Javert alle ore 23:09 | link | commenti (2)
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domenica, 06 aprile 2008

Quello che vuole lei


Non mi sono montato la testa, la mia assenza da questo angolino non ha motivazioni politiche o dettate da una qualche artigianale par condicio. Non mi sono mai preso sul serio nemmeno io, figuriamoci se potevo immaginare di poter contribuire a smuovere la lancetta delle opinioni. Mi prendevo solo la “briga” di far qualche volta sorridere su argomenti molto più grandi di me: A volte succedeva, a volte no.

E allora?

Allora in queste settimane mi hanno rubato l'attività. La “briga” se l'è presa qualcun altro e io mi sono messo a leggere, bar del Ciano, birra fresca e panino “con quello che vuole lei!”

Messi da parte i Pesci d'Aprile, che ammettiamolo, stavolta hanno davvero fatto abboccare autorevolissime personalità ed enti, non c'è che l'imbarazzo della scelta in dichiarazioni e promesse, rivendicazioni e prese di posizione che si susseguono senza sosta.

C'è da ben sperare, se questa frenesia, questa buona volontà si mantiene anche solo per qualche mese dopo le elezioni, abbiamo risolto davvero tutti i problemi che ci portiamo dietro da anni.

Registro che l'indulto è stata una pazzia, che da adesso solo carceri nuove, che la certezza della pena non è solo una chimera dei poliziotti frustrati dal lavorar per nulla ma è già cosa fatta, che i parlamentari saranno la metà e che lavoreranno come cani, che i processi si faranno, che le tasse diminuiranno, che cancelleremo mafia camorra 'ndrangheta, che per ogni nuova legge se ne cancelleranno dieci, che le immondizie diverranno una ricchezza, che la TAV è già bellefatta, che l'Alitalia ci porterà in giro ancora per molto e...

Insomma, come mettersi a fare riflessioni davanti a cotante rosee previsioni?

Ancora una settimana, poi, a governo nuovo schierato, io mi metterò a scrivere poesie sulle pene d'amore, quelle sì che si scontano fino in fondo.

Se invece, passata la frenesia elettorale ci troveremo con un nuovo indulto, con i delinquenti per strada coi processi infiniti, col doppio di politici (da scortare) con dieci nuove leggi al giorno... allora ci rileggeremo sul prossimo “angolo delle riflessioni”.

Si accettano scommesse.

postato da Javert alle ore 21:52 | link | commenti (1)
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Chi sono

Utente: Javert
Nome: Sergio Paoli
Essere la statua del castigo fusa in un solo pezzo nella forma della legge, e accorgersi improvvisamente di avere sotto il petto di bronzo qualche cosa di assurdo e di disobbediente che quasi quasi somiglia ad un cuore! (Victor Hugo “I Miserabili” - Libro 4 - Javert sviato)

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