Pensieri da Sbirro

Libere riflessioni di fine turno al bar del Ciano.

prima di riprendere la VITA DA SBIRRO

domenica, 31 agosto 2008

Toglitemi tutto... specialmete la divisa.

Intelligenza è anche saper ammettere i propri errori.

Ancor più intelligente non commetterli direi.

Così, mestamente, non annovero questa dote tra le mie caratteristiche preminenti, ricordo ancora i “potrebbe fare meglio ma non si applica” dei miei professori, ma ancora meglio ricordo le conseguenze a queste rivelazioni nel momento in cui arrivavano all'orecchio dei miei genitori. “Diventerai un fannullone” mi dicevano, e sto ricordo Brunettesco adesso mi da ancora più fastidio.

Con questa doverosa premessa, eccomi quindi pronto a dare sfoggio di intelligenza e ad ammettere un errore madornale.

Ho detto e scritto qui e qui per esempio, sulle nostre divise, ne ho parlato male per la foggia, per i materiali, per la vestibilità per la praticità.

Bene, non è vero nulla, le nostre divise sono belle, eleganti, infondono sicurezza, piacciono, ma soprattutto attirano il gentil sesso. Sentenza di un pool di sessuologi coordinati da Serenella Salomoni, presidente dell’associazione «Donne e qualità della vita». Il 34% delle signore ci preferisce e il 27% si lascia colpire soprattutto dalla combinazione dei colori delle nostre divise: azzurro languido mischiato a un tenue grigio; tonalità delicate dunque, che ispirano sicurezza.

Lungi da me lamentarmi di questo, come invece fecero tempo addietro le poliziotte olandesi per le camicette troppo trasparenti. Do sfoggio di intelligenza, ritratto ed elogio i nostri pantaloni di lana, la giacca di cordellino e le scarpe di cartone con tacco.

Solo una cosa. Di divise non è che abbondiamo, diciamo una combinazione a stagione e che principalmente servirebbe per lavorare e quindi in ufficio, in strada, in poligono, allo stadio, in Volante, giorno, notte, esterno, interno, caldo, freddo....

La penserà ancora così il gentil sesso vedendo la bella divisa un po' più da vicino?

Io lancio un'idea e la metto nel titolo.


postato da Javert alle ore 19:53 | link | commenti (4)
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domenica, 24 agosto 2008

Mi hanno cucito la divisa (ordinaria) addosso

Quando, ai tempi della scuola di Polizia, cercavo di rubare il ger­go dei poliziotti anziani, più di una volta sono rimasto attratto dal det­to avere la divisa cucita addosso.

Immaginavo questi misteriosi sbirri, che tra poco avrei potuto chia­mare colleghi, col distintivo forgiato nel petto, sempre alla ricerca del bene e della legalità, ogni momento del giorno e della notte, senza sosta, senza pietà.

Intanto seguivo i corsi, cadenzati dalle attività della giornata. Al­zabandiera in divisa ordinaria, ginnastica in tuta olimpionica, ancora in di­visa per l'aula, tuta verde-oliva per le esercitazioni, tuta da lavoro per le ormai dimenticate corvee, di nuovo in divisa per l'ammainabandiera e per la libera uscita.

Quei tempi sono passati, e le tute sono state diligentemente ripo­ste nell'armadio, sempre più in fondo, nostalgicamente sempre più fuo­ri taglia.

Unico posto d'onore per la divisa ordinaria, sempre in voga, sem­pre pronta per ogni occasione.

Turno in ufficio, scrivania, 20 gradi, divisa ordinaria.

Ordine pubblico manifestazione e corteo, 3 chilometri, 16 gradi, di­visa ordinaria.

Turno di volante, autovettura, esterno 6 gradi, divisa ordinaria.

Ispettore di turno, ufficio e esterno 20/6 gradi, divisa ordinaria.

Ordine pubblico palazzetto del ghiaccio, 14 gradi, 5 al suolo, di­visa ordinaria.

Posto di controllo strada statale, esterno 20 gradi all'ombra, divi­sa ordinaria.

Patrono della Polizia di Stato, chiesa, 16 gradi, divisa ordinaria.

Esercitazione di tiro, esterno, fango 10 gradi, divisa ordinaria.

Il concetto di avere la divisa (ordinaria) cucita addosso, anche se tardi, io l'ho capito.

E voi?

postato da Javert alle ore 10:27 | link | commenti (3)
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domenica, 17 agosto 2008

Gioco di ferragosto

Eccoci, finalmente immersi nella settimana più godereccia dell'anno.

Possiamo ben menarcela con le vacanze intelligenti, alternative, raccontare che noi, per essere anticonformisti, preferiamo partire in novembre per Rapallo, per il Salento o per la Sardegna, che allora sì che vedi tutta la bellezza del mare, che a ferragosto ci vadano gli altri ad affollare quello che è già affollato.

Me lo raccontavo quando, come migliaia di poliziotti, in quanto non coniugato e privo di prole (così si usava), dovevo adattarmi ai ritagli di ferie avanzati dai probi padri di famiglia e girare per le strade di Milano nei ferragosto degli anni ottanta, tra i più deserti e appiccicosi del secolo.

Ora che del matrimonio ho assaporato l'incanto, e che della prole apprezzo sempre più la capacità di considerarmi, durante le vacanze, una specie di anacoreta da consultare solo in caso di assoluta necessità, eccomi in ferie nella mitica settimana di ferragosto.

Mi immergo nella rete per non sentire i discorsi da ombrellone sugli statali fannulloni e sui bravi militari che, anche loro vent'anni dopo, girano per le strade di Milano tra le più sicure del secolo e trovo un bel giochino da spiaggia sul blog Yourea che vi consiglio vivamente.


Le regole sono queste: “Apri lentamente la mano, portala a distanza di tiro e poi scarica con tutta la tua forza uno schiaffo sonoro sulla prima guancia che ti capita a tiro.”

Neanche a dirlo puoi scegliere le guance di Brunetta, di Maroni, di La Russa, vedi tu. Poi devi misurare il tuo entusiasmo e mirare con veemenza una volta contro uno e una volta contro l'altro, poi come finale “ ... aprite l’altra mano e fate parlare tra di loro le due mani, come se fossero delle mazze antiministri. Fate fare loro una gara a chi colpisce prima e con tempismo prima di nuove, emerite, sciocchezze. Provate e riprovate finché non gliele fate belle grosse.”


Sembra un giochino stupido ma vi assicuro che da delle sincere emozioni ferragostane, altro che racchettoni e freesbee e soprattutto ci tiene in caldo prima di rientrare al lavoro e mettere davvero in pratica questo allenamento virtuale.


postato da Javert alle ore 11:24 | link | commenti (1)
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martedì, 12 agosto 2008

Caro sbirro


Allora caro poliziotto, che ti lamenti perché non hai benzina nelle volanti ma nemmeno le scarpe e le divise per lavorare, ma si dice che in strada non ci vuoi andare perché sei sindacalizzato;

che sei fannullone e dal certificato medico facile, ma che in malattia meglio che non ci vai che sennò devi cercarti un altro lavoro se vuoi campare;

che il tuo lavoro lo fanno fare ai militari, però ti ci mandano assieme,magari in città lontane centinaia di chilometri che nemmeno conosci;

che in questo modo devi fare gli straordinari che poi sai già non ti verranno pagati;

che devi misurare parole e modi e poi ti ti devi lasciar oltraggiare...


Di che ti lamenti?

Volevi che venisse affrontato il problema sicurezza no?


Eccoti accontentato, la sicurezza di questo paese, tra un po', non sarà più un problema tuo.

postato da Javert alle ore 16:09 | link | commenti
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martedì, 12 agosto 2008

E' stato bello

Concluso e chiuso il blog Vita da Sbirro.

Incrociando le dita, chissà, quelle storielle forse rivivranno altrove.

Grazie a tutti quelli che son passati a leggere le storie di Javert.

Sergio Paoli
postato da Javert alle ore 01:23 | link | commenti (5)
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Chi sono

Utente: Javert
Nome: Sergio Paoli
Essere la statua del castigo fusa in un solo pezzo nella forma della legge, e accorgersi improvvisamente di avere sotto il petto di bronzo qualche cosa di assurdo e di disobbediente che quasi quasi somiglia ad un cuore! (Victor Hugo “I Miserabili” - Libro 4 - Javert sviato)

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