prima di riprendere la VITA DA SBIRRO
Ho sempre scherzato sugli scioperi della fame.
Tanto tempo fa raccontavo di un digiuno forzato, noi della Volante per terminare la trafila di un arresto e l'arrestato per forzata solidarietà con noi operatori. Nel giornale di quel mattino, acquistato per primi grazie al protrarsi notturno di tutto il farraginoso apparato della giustizia, scoprivamo di un contemporaneo digiuno dell'inossidabile Pannella che voleva a tutti i costi un indulto per svuotare le carceri italiane. Noi senza cibo per riempirle e lui senza cibo per svuotarle. Un paradosso degno da angolo delle riflessioni, credo del 2006.
Siamo nel 2009.
Noi spesso a digiuno perché le lungaggini degli arresti ancora non coincidono coi tempi delle nostre mense, Pannella dal congresso radicale ne preannuncia un prossimo per protestare contro lo stato delle carceri italiane e Cesare Battisti, quello finto ( che quello vero riposa in pace a Trento) a digiuno perché in carcere proprio non ci vuole finire.
Sono cresciuto e non scherzo più sugli scioperi della fame, tanto da sperare che almeno uno di questi prosegua, ma molto.
Indovinato quale?
Beh insomma, pericolo scampato.
Sono riuscito a portare in salvo molti dei racconti inizialmente postati nella Vita da sbirro , nella solitudine di un paesino del trentino e a metterli assieme in un lavoro che a vederlo non sembra nemmeno fatto da me.
E' cominciato tutto qui sop
ra, dalle pagine di Splinder circa tre anni fa. Un racconto, poi un altro, poi un altro ancora, e i commenti di amici, di contestatori, di sconosciuti e tante incitazioni a continuare a scrivere. Beh, io l'ho fatto, è stata tutta colpa vostra e adesso non potete tirarvi indietro. Questo è il prodotto di questi anni, portato a termine grazie al coraggio di Alessandro Pugliese, l'editore.
Adesso tocca a voi, almeno fatevi un giretto sul suo sito cliccando sopra la copertina
E come si fa per i libri VERI vi piazzo qui anche uno stralcio della prefazione regalatami dal Questore di Palermo, Alessandro Marangoni.
Chi fa il poliziotto appartiene a una sorta di Pronto Soccorso della società che interviene a prestare le prime cure, cucendo piccole ferite e ridando ossigeno a chi è in difficoltà e, spesso, annaspa per sopravvivere. Sergio Paoli, e chi come lui, è la Tachipirina somministrata come primo intervento per abbassare la febbre del quotidiano, lasciando alle prerogative di altri la cura radicale per vincere la malattia. Mi auguro che in tanti leggano le storie vissute e narrate in questo libro perché possano comprendere quanto vale il lavoro di un poliziotto. Lavoro che i poliziotti si ostinano a chiamare ‘‘servizio’’. Un motivo ci sarà.
Doverosa infine la marchetta ovvero il collegamento alla libreria virtuale della Ginko edizioni dove si può già trovare in anteprima il libro. Tra un po' anche negli altri bookstore ( che padronanza della lingua...) e tra un altro pò in tutte le migliori.... anche le mediocri.... e specialmete le peggiori librerie d'Italia.
Cliccare qui stotto please.
p.s. il titolo è un astuto stratagemma per attirare sconosciuti curiosoni. Voi fedelissimi sapevate già dove trovarmi no?
Beh che fate ancora qui, non avete cliccato lì sopra???