prima di riprendere la VITA DA SBIRRO
Poliziotto.
Se non mi ammalo che mi abbattono lo stipendio, se non fa troppo freddo che i miei pantaloni tengono pochino, se non piove, che la mia giacca a vento “fa acqua” se non devo correre che le mie scarpe col tacco non me lo consentono, escluse queste e un'altra decina di di possibilità che come lavoratore mi imbarazzano un po', è un lavoro che mi piace e che faccio con orgoglio.
Studente.
Questa è grossa. Lo confesso, mi sono intestardito e son tornato a frequentare le scuole pubbliche. Aule, professori e studenti, anche quelli “veri”, quelli della mattina per capirci, perché io a scuola ci vado di sera ovviamente.
Al bar della scuola, nel piazzale, parlo da studente e ascolto da poliziotto. Alla mattina con i colleghi, sul pulmino che ci porterà in piazza alla manifestazione, parlo da poliziotto e ascolto da studente.
Ho provato a mischiare i ruoli, a parlare da poliziotto con gli studenti e da studente con i poliziotti e non è cambiato il risultato né il contenuto delle discussioni.
Allora che c'entrano gli slogan contro i poliziotti alle manifestazioni contro i tagli alla scuola?
Alla nostra manifestazione contro i tagli alla sicurezza abbiamo gridato slogan contro gli studenti?
